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Febbraio

L'ametista, il quarzo viola, è la pietra di febbraio. Qui si spiega dove si trova in natura, come se ne giudica il colore e quali credenze l'hanno seguita.

Una grande ametista viola sfaccettata accanto a un gruppo di cristalli grezzi.

La pietra di nascita del mese di febbraio: l'ametista, achlama

La pietra viola ametista (achlama) è la pietra di nascita del mese di febbraio. Secondo la tradizione dei cristalli, alla pietra si attribuisce la capacità di riequilibrare i centri energetici della persona e di accrescere la comprensione spirituale.

L'origine del nome ametista

Il nome inglese della pietra - Amethyst - deriva dalla parola greca che significa «non ubriaco». I greci usavano bere vino da coppe di ametista, perché ritenevano che avesse il potere di impedire l'ubriachezza.

In ebraico l'ametista si chiama achlama. Esistono diverse opinioni degli studiosi sul significato del nome, ma è generalmente accettato che l'origine della parola ebraica sia dalla parola chalom (sogno), perché si credeva che la pietra inducesse visioni e sogni. Già nel XII secolo il rabbino Abraham Ibn Ezra affrontò l'origine del nome e rilevò che in arabo la radice al-chalma proviene anch'essa dal linguaggio dei sogni. Rabbeinu Bachya, invece, vissuto nel XIV secolo, sostiene che l'origine del nome sia dal linguaggio della hachlama (guarigione) e della forza.

L'achlama nell'ebraismo

Secondo il racconto della Torah, Esodo 39,8-21, l'achlama è la nona pietra del pettorale del Sommo Sacerdote ed è attribuita alla tribù di Gad. Rabbeinu Bachya indicò il legame tra la pietra achlama e la tribù di Gad, che fu coinvolta in parecchie guerre. Questa pietra fu assegnata proprio alla tribù di Gad per le sue virtù nel rafforzare il cuore di chi va in battaglia.

Il Midrash Talpiyot fa riferimento a una «pietra di verdezza» - l'ametista - che dovrebbe aiutare in caso di offuscamento della vista. L'ametista è descritta anche come una «pietra nera con segni bianchi», e chi la porta con sé può giungere a uno stato di tristezza e preoccupazione e fare sogni terrificanti.

Anche il Radak, vissuto nel XIII secolo, affrontò il senso di inquietudine che la pietra genera, dicendo: «Porta preoccupazione, paura e tremore, e accresce i sogni terrificanti, le liti, le contese e le guerre, che fa ricadere su chi la porta con sé.»

Proprietà e virtù curative dell'ametista

Secondo la tradizione dei cristalli, l'achlama riequilibra i centri energetici della persona e accresce la comprensione spirituale. Secondo la credenza indiana, può anche aiutare ad aprire il terzo occhio, l'occhio dell'anima.

Nell'antichità si riteneva che avesse la capacità di facilitare l'uscita da varie dipendenze, come l'alcol e i dolci. Alcuni sostenevano che avesse il potere di rafforzare la saggezza e la fede di chi la indossava.

Secondo un'altra credenza diffusa, la pietra achlama ha il potere di alleviare l'insonnia e il mal di testa. Per alleviare il mal di testa o il mal di denti si lasciava l'achlama in acqua calda per qualche minuto, la si asciugava e la si strofinava delicatamente sul punto dolente o sul collo. Altri portavano la pietra come protezione dalle malattie infettive e dai pensieri malvagi.

Pietra alternativa - onice

Scegliere un'ametista oggi

Il ricco viola dell'ametista ne fa una scelta diffusa e accessibile come pietra di nascita di febbraio. Acquistare da un fornitore diretto permette di confrontare tonalità e purezza tra più pietre certificate; Israel Diamonds propone ametiste sciolte (si apre in una nuova scheda) da far montare in un anello o in un pendente.

Un’ametista a goccia, sfaccettata da un lato e lasciata grezza dall’altro, la pietra di febbraio.